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Venerdì, 21 Febbraio 2020 15:19

Fabrizio Fiorani, best pastry chef italiano under 35

L’autore del nuovo nato “Avanguardia" premiato ai Food&Wine Awards 

 

Neanche un anno fa, l’italiano a Tokyo (così definito) faceva ritorno nel suo Paese, dopo anni di collaborazione al fianco dello chef Luca Fantin, e veniva premiato quale Best Pastry Chef in Asia per i 50Best. Oggi, Food&Wine Italia celebra nuovamente Fabrizio Fiorani, riconoscendogli il titolo di Miglior Pastry Chef italiano under 35.
La prima edizione dei Food&Wine Awards, ospitata nella Sala Joule di Cariplo Factory a Milano, ha acceso i riflettori su talento, creatività, innovazione, responsabilità sociale, sostenibilità e design nell’enogastronomia italiana, con un board di selezionatori del calibro di Gianluca Biscalchin, Alberto Blasetti, Marco Bolasco, Giorgia Cannarella, Francesca Ciancio, Antonello Fusetti, Luca Iaccarino, Åsa Johansson, Chiara Maci, Paola Mencarelli, Elisia Menduni, Fabio Parasecoli, Sara Porro, Margo Schachter, Mimi Thorisson, Massimiliano Tonelli e Gabriele Zanatta. E i vincitori sono stati proclamati alla presenza di Tom Rowland, vice presidente internazionale di Meredith Corporation.
Sei le categorie in gara, per la pasticceria anche Manuel Costardi (Ristorante Christian e Manuel, Vercelli) e Gloria De Negri (XDolce Locanda, Verona).  

Con Fabrizio Fiorani vince un modello di pasticceria italiana contemporanea. Italiana nel gusto, contemporanea perché risponde a nuove istanze alimentari più salutari, con un riguardo a zuccheri e grassi nelle formulazioni, senza rinunciare al gusto. E con lui vince una “pasticceria da vivere come metamorfosi, fatta di tecnologia al servizio del gusto, tra visioni e classici rinnovati (non reinterpretati), che diano una prospettiva contemporanea della pasticceria artigianale”. Un modo di intendere il dolce espresso a pieno nel suo ultimo libro, Avanguardia, che segue il suo fortunato primo “figlio”, Tra l’Onirico e il Reale, entrambi per i tipi di Chiriotti Editori (shop.chiriottieditori.it)
Di lui trovate anche un coinvolgente articolo sul numero di febbraio di Pasticceria Internazionale, che racconta anche della sua collaborazione con Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa.

Gli altri premiati sono Davide Caranchini (Materia, Cernobbio, CO) Best Chef; Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati, Roma) Best Pizza chef; Alfredo Buonanno (Kresios, Telese Terme, BN) Best Maître; Gianni Sinesi (Reale, Castel di Sangro, AQ) Best Sommelier; Nico Salvatori (Oltre, Bologna) Best Bartender.
Nell’ambito degli award, sono stati assegnati anche riconoscimenti all’innovazione, alla responsabilità sociale, al packaging e all’interior design nel mondo del cibo, del vino e della ristorazione (questi ultimi due in collaborazione con la Scuola Politecnica di Design di Milano). Premiati, Tasca d’Almerita con il progetto SOStain, Funky Tomato, Guala Closures e Vigneti Massa per il progetto NěSTGATE connected closur, Seeds&Chips, IYO Aalto e Maurizio Lai Architects, e nju:comunicazione. Il Premio Storie di territorio-sostenibilità è andato Stefano Basello, chef del ristorante Il Fogolar Là di Moret (Udine), che ha recuperato la corteccia degli alberi dei boschi, devastati nel 2018 dalla furia della tempesta Vaia, trasformandola in farina e dando vita al “pane del bosco”.

Chiara Mancusi

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