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Mercoledì, 18 Settembre 2019 08:59

Trieste Coffee Experts 2019: nuove anticipazioni in attesa del summit

Trieste Coffee Experts 2019: nuove anticipazioni in attesa del summit Foto Facebook @Espresso.Bazzara

Trieste Coffee Experts nasce nel 2014 da un’idea di Franco e Mauro Bazzara, che decisero di creare un format in grado di sfruttare il fermento del comparto, indirizzando le energie verso un fine comune di condivisione di esperienze, strategie e know how, un momento per fare rete e trovare nuovi slanci per affrontare le sfide del mercato.

Da questa esigenza e, non da ultimo, dal piacere di riunirsi in contesto rilassato e familiare, ecco dunque che i Bazzara Bros organizzano il primo Trieste Coffee Experts - quella che oggi potrebbe essere vista come la cosiddetta “puntata 0”: un summit che prende luogo a Trieste, città del caffè, e che riunisce numerosi tra i più importanti personaggi, aziende e media del caffè. La manifestazione infatti prevede sì una cornice culturale/divulgativa tramite svariati workshop tenuti da esperti di settore, ma anche un dibattito che incentiva l’incontro/scontro tra gli esperti in questione, che possono condividere o meno diversi aspetti e temi caldi del sistema caffè.
A completamento dell’evento un lounge, dove tutti i presenti (ad invito ristretto) possono godersi un importante momento conviviale; la serata stessa diventa quindi un sorta di “party esclusivo” fra amici, non più collaboratori o qualsivoglia competitors (termine che Franco e Mauro non condividono, in quanto forti sostenitori dei concetti di collaborazione, di aggregazione e da sempre del fare rete).

Sabato 21 settembre si svolgerà la quarta edizione dell’evento, a cura e organizzazione del figlio d’arte Andrea Bazzara: una data speciale perché sarà anche l’occasione per Franco e Mauro di condividere i festeggiamenti per i loro “70 anni (40 anni di Franco e 30 di Mauro) nel mondo del caffè” con l’intera platea di partecipanti e relatori, potendo quindi registrare 4 decenni (senza contare quelli del fondatore Dionisio Bazzara) di attività caffeicola internazionale all’interno del loro tanto amato settore permeato da torrefazione del caffè, alta formazione, editoria e divulgazione.

 

Vi proponiamo gli abstract di alcuni interventi che si susseguiranno durante il convegno in programma all’Hotel Savoia Excelsior Palace.


MICHELE CANNONE (LAVAZZA)
“Creare valore nella filiera del caffè attraverso un approccio sostenibile”
Creare “consapevolezza” nei vari attori nella filiera diventa fondamentale per promuovere una cultura sostenibile di qualità.
“Migliorare la qualità in tazza, un imperativo per far crescere i consumi”
Le nuove tecnologie rappresentano un’opportunità per supportare il barista nel suo lavoro quotidiano dando a quest’ultimo un ruolo di “artista contemporaneo”

 

ANDREA LATTUADA (9 BAR)
“Una nuova ondata di baristi”
Un nuova ondata di baristi, questo sarà il titolo dell’intervento di Andrea Lattuada della 9bar che andrà a far luce su un campo professionale in continua evoluzione, quello del Barista. Ci sarà un particolare focus su come è cambiata la figura professionale in questione nel corso delle varie onde, a partire dalla 1° fino ad arrivare alla New Wave, onda che rappresenterà il cuore della manifestazione.
Il Barista non rappresenterà più “l’uomo che prepara solamente il caffè” o “quello che doveva trovarsi un lavoro occasionale e stagionale per arrotondare un po’” perché le aspettative sono di gran lunga maggiori rispetto al passato, in quanto il Barista moderno diventa una sorta di sommelier del caffè in tutte le sue forme, oltre che un manager della sua stessa attività.

 

LUIGI MORELLO (GRUPPO CIMBALI/FAEMA)
“Tradizione e trasformazione digitale nel mondo del Barista”
Prevedere i trend non è prevedere il futuro ma è saper riconoscere i segnali deboli, interpretarli e tradurli. Attualmente dobbiamo tenere in considerazione la generazione Z, l’urbanizzazione, l’individualismo spinto, l’attenzione alla sostenibilità, il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale, l’economia circolare, ecc..
La macchina del futuro deve essere interattiva ossia mostrare personalità e professionalità attraverso un design accattivante in grado di “comunicare” con il consumatore finale. La nuova macchina deve condurci a un livello superiore avvalendosi della flessibilità richiesta per interagire con i baristi più evoluti e approfittando della connettività per trarre vantaggio dalle informazioni che possono essere rielaborate al meglio dagli operatori in ambito marketing e service, ad esempio.
Personalmente sono temi sui quali provo spesso a interrogarmi nei miei ruoli all’interno di Gruppo Cimbali e di INEI, associazione per la quale avrò il piacere inoltre di tenere una presentazione anche durante la giornata di sabato 21 settembre, prima giornata del Trieste Coffee Experts, e coglierò l’occasione per descrivere la situazione attuale dell’Espresso Italiano nella sua corsa verso il titolo di “Caffè Espresso Italiano Patrimonio dell’UNESCO”.
Il mondo del caffè e, in particolare, quello del caffè espresso, è in costante evoluzione sia perché è stato «scoperto» dalla finanza e dai grandi gruppi sia perché è in atto un interesse crescente per la qualità in tazza. Parallelamente la tecnologia propone soluzioni in continua evoluzione sia per quanto riguarda la facilità di utilizzo che di manutenzione e gestione.

Letto 73 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 Settembre 2019 09:14

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